DEPECHE MODE



Biografia relativa agli anni '80

Se c'è un gruppo rappresentativo degli anni '80, tra i tanti, quello sono sicuramente i Depeche Mode (nonostante la trentennale carriera alle spalle fanno parte della schiera di gruppi "per antonomasia" richiamabili agli '80's).
I Depeche Mode sono Martin Gore (1961, chitarre-tastiere-voce), Dave Gahan (1962, voce), Andrew Fletcher (1961, tastiere-chitarra) e Alan Wilder (1959, tastiere).
La prima formazione dei Depeche Mode si chiama "Composition of Sound", e comprende Vince Clarke, Andrew Fletcher e Martin Gore. Con l'ingresso di Dave Gahan il gruppo si ribattezza in "Depeche Mode". Il nome significa "moda pronta", in lingua francese.

L'esordio del gruppo è datato 1980, con l'inserimento nell'antologia "Some bizarre album" dedicata ai nuovi gruppi inglesi elettronici/new wave di un loro brano. Questo gruppo è notato da Daniel Miller, manager della Mute, che propone l'ingaggio per un album.
Nel 1981 escono i singoli "Dreaming of me", "New Life"  e "Just can't get enough" più tardi contenuti nell'album "Speak & Spell" (che a sua volta conteneva anche "Photographic", come prima traccia, mai pubblicata come singolo).

Il suono dei Depeche Mode viene definito dalle critiche come "pop elettronico di tipo new romantic e con riferimenti all'elettronica colta, tra cui evidenti i Kraftwerk".
Nonostante il successo e la popolarità, non solo in Uk ma in mezza Europa, Clarke abbandona i Depeche Mode a fine 1981 per dedicarsi con Alison Moyet agli "Yazoo" (il cui suono, almeno nella fase iniziale, richiama molto da vicino quello dei Depeche Mode). Il suo posto è preso da Alan Wilder.
Nel 1982 Gore è il principale compositore dei successi dei Depeche Mode, che si confermano con i brani "See you", "The meaning of love" e "Leave in silence", contenuti in "A broken frame".
Nel 1983 esce il singolo "Everything counts", che insieme a "Love in itself" viene poi contenuto nell'album "Construction time again".

Nel 1984 esce una prima antologia, dal titolo "People are people", che conteneva l'inedito omonimo.
Questa raccolta impone i Depeche Mode anche oltreoceano, così come "Some great reward" in seguito, che conteneva "Master and servant" e "Blasphemous rumours".

Nel 1985 pubblicano altri sue 45 giri, ovvero "Shake the disease" e "It's called a heart", e la raccolta "The singles 81-85".
L'anno successivo esce "Black celebration", che è ancora un'apoteosi di vendita, grazie alla ballata "A question of lust".

Wilder in questo periodo attiva un progetto parallelo, denominato "Recoil", che porterà all'uscita di 4 album sempre sotto la Mute Records.

Tra il 1987 e il 1988 i Depeche Mode concepiscono l'album più "difficile" della loro carriera (contrariamente al titolo, che fa pensare a tutt'altro), ovvero "Music for the masses". Il singolo "Never let me down again" è ancora oggi uno dei migliori riempipista dei Depeche Mode.
In quegli anni il gruppo intraprende una serie di concerti negli States, documentati dal regista Pennebaker, che ne trae un suggestivo documentario.

Nel 1989 pubblicano "101", album dal vivo anche in versione video.
Gore in questo periodo realizza anche un album solista di sole covers tradizionali, "Counterfeit".
E' sul finire del 1989 che esce uno degli album più commerciali e quindi più conosciuti dei Depeche Mode, "Violator", che segna anche una svolta rock.
Due tracce in esso contenute, ovvero "Personal Jesus" e "Enjoy the silence" sono a tutt'oggi i singoli più conosciuti del gruppo, e più apprezzati dal grande pubblico. In particolare "Enjoy the silence" viene continuamente trasmesso dalle radio durante l'estate successiva, del 1990, tanto da entrare a far parte dei "tormentoni" da spiaggia.

I Depeche Mode sono tra i pochi gruppi degli anni '80 ancora oggi attivi con ampio seguito, particolare attenzione ad ogni uscita, e il sold-out ad ogni concerto.
Con il loro sound, hanno saputo abbracciare un pubblico veramente molto vasto, che comprende "la massa" degli italiani medi e i cultori della musica di qualità, passando dai nostalgici della musica darkwave e synth-pop.

 


Discografia essenziale degli anni '80

1981 - Speak & Spell
1982 - A broken frame
1983 - Construction time again
1984 - Some great reward
1986 - Black celebration
1987 - Music for the masses
1989 - 101 (live)
1989 - Violator

 


   
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