SISTERS OF MERCY



Biografia relativa agli anni '80

I Sisters Of Mercy, uno dei gruppi dark per eccellenza degli anni '80, erano legati alla figura carismatica di Andy Eldritch (all'anagrafe Andrew Taylor, 1959-voce).

Si formano a Leeds, dove il cantante insieme al chitarrista Gary Marx nel 1980 iniziano a lavorare su canzoni cupe, oppressive e tristi, con il sostegno ritmico di una batteria elettronica ("Doktor Avalanche") che diventerà poi il tratto distintivo del gruppo, con brani interamente in 4/4.

Il duo si autoproduce subito con il 7"Ep "The damage done", che passa inosservato.

Nel 1982 viene ampliato l'organico con l'ingresso di Ben Gunn (chitarrista) e Craig Adams (al basso). Il gruppo realizza due nuovi 45 giri, "Body electric" e "Alice", resi inconfondibili dalla voce inquietante e profonda e dalle splendide liriche (definite quasi "poesie" dalla critica") del leader.

Nel 1983, nell'arco di pochi mesi la Merciful Records pubblica un nuovo valido singolo "Anaconda" e la 12"Ep di "Alice", contenente anche una cover di "1969" degli Stooges. In quello stesso periodo vede le stampe l'album "The Reptile House".

Nell'autunno di quell'anno a seguire l'assunzione dell'ex Dead Or Alive Wayne Hussey al posto di Ben Gunn il gruppo ottiene una definitiva consacrazione con "Temple of Love", perfetto incontro tra dark e dance in 4/4.

L'edizione in 12" è impreziosita dalla perla della cover "Gimme shelter" dei Rolling Stones.

Nel 1984 escono altri due singoli degni di nota, ovvero "Body and soul" e "Walk away".
Nel 1985 pubblicano l'album "First and last", contenente il 45 giri apripista "No time to cry".

Il successo di questo ultimo album, che conteneva anche la ballata dark "Marian", incide però sui rapporti interni del gruppo. Marx si defila e fonderà i Ghost Dance, mentre il gruppo in aprile di quello stesso anno si separerà con un concerto di addio alla Royal Albert All di Londra, insolitamente riempita da un pubblico mono-colore nero.

Nel 1986, Eldritch confeziona un singolo, ovvero "Giving ground" ed un album "The Gift" a nome Sisterhood.
I risultati sono deludenti, nonostante le grandi collaborazioni con musicisti celebri.

Nel 1987, dopo varie dispute legali il leader riesuma i Sisters Of Mercy ottenendo il diritto all'uso dell'originaria sigla.
Parte dei componenti continuerà una parallela carriera all'insegna di un rock-pop con sonorità gothic, nel gruppo dei Mission.

Il ritorno alla gothic-dance è confermato dall'album del 1988 "Floodland" che conteneva i singoli "This corrosion", "Dominion" e soprattutto "Lucretia my reflection". Indimenticabile, e degna di nota, anche la ballata solo voce e piano "1959".

Negli anni successivi l'unico episodio degno di essere citato è il singolo "More" del 1990, contenuto nell'album "Vision Thing".

I Sisters Of Mercy ormai sono la caricatura di sè stessi, ma ciò nonostante continuano imperterriti le loro tournée in giro per il mondo, vivendo dei fasti del passato e soprattutto dei primi 4 album.
I loro concerti sono famosi soprattutto per l'uso eccessivo di fumogeni, che rende quasi invisibile il gruppo sul palco.

 

Discografia essenziale degli anni '80

1983 - The reptile house
1985 - First and last and always
1987 - Floodland

 


   
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