Definizione di playlist


Flusso musicale durante un DJ Set, composto da più canzoni “coerenti” tra di loro, che seguano un filo logico e un andamento di battute costanti, a seconda del genere proposto.

Gli obiettivi del DJ nel costruire una playlist devono essere:

1)Dare emozioni
2)Mantenere un ritmo costante
3)Seguire un flusso logico e coerente


Dato un insieme di canzoni generico, in qualunque supporto esse siano, la prima domanda che un DJ deve porsi è:
“Come posso dividerle e catalogarle, in base a cosa?”

1)Per genere musicale (distinzione soggettiva e opinabile)
2)Per anno o per decenni/annate (es. tutte le canzoni degli anni ’60, tutte le canzoni degli anni ’80, ecc…)
3)Per lingua (si intende lingua del cantato, cioè italiane/straniere)
4)Per mood (sad/happy = triste/allegro)
5)Per energia (downbeat /uptempo = lente/veloci)

…ma soprattutto…

PER POPOLARITA’ DEL BRANO!

 

Distinguendo cioè le canzoni in 5 categorie fondamentali, definite convenzionalmente (secondo lo schema di playlist radiofonico standard) dalle lettere:

A
B
C
R
P

CATEGORIA “A”
Fanno parte di questa categoria le cosiddette “CERTEZZE”.
Sono brani SICURI RIEMPIPISTA, brani che ad occhi chiusi il DJ sa che il suo potenziale pubblico può apprezzare.
Indipendentemente dal genere proposto, c’e’ sempre una “Categoria A”: ad esempio, il DJ che mette musica commerciale attuale, nella categoria A inserirà brani tormentoni del momento. Il DJ che fa musica anni ’80 potrà inserire ad esempio Billie Jean di Michael Jackson, o La Isla Bonita di Madonna, o Take on Me degli A-ha, o Sweet Dreams degli Eurythmics. Chi fa anni ’70 inserirà ad esempio Y.m.c.a. dei Village People, Born to be alive di Patrick Hernandez, Don’t let me be misundersood dei Santa Esmeralda, e così via.

CATEGORIA “B”
Fanno parte di questa categoria ex brani che sono stati nella categoria A e che hanno un po’ stancato, oppure brani forti ma non ancora abbastanza per essere sicuri riempipista.
E’ una via di mezzo, la categoria più numerosa. Brani né forti né deboli, insomma.

CATEGORIA “C”
Fanno parte di questa categoria due tipologie di brani:
-brani “nuovi”, appena usciti, che il DJ deve saper proporre al momento giusto e necessariamente racchiusi tra due brani forti .
-brani “di nicchia”, nel caso si faccia musica revival, che in pochi si ricordano…e che costituiscono la “differenza” del DJ Set, se proposti nel momento opportuno.

CATEGORIA “R”
R dall’inglese RECURRENT = Sono i cosiddetti Ricorrenti. Sono brani che hanno da 8 mesi a 2 anni di anzianità massimo. Sono tutti brani EX-Categoria A, ovvero tutti brani fortissimi che a suo tempo sono stati tormentoni e sicuri riempipista, hanno poi stancato, sono stati posteggiati…ed ora dopo un tot di tempo relativamente breve vengono ripescati. La categoria R, se ben dosata e utilizzata al momento opportuno della serata, è quella che è in grado di dare più senso “emozionale”, perchè inaspettata, alla playlist.

CATEGORIA “P”
P come PARKING = Posteggio.
Sono brani momentaneamente posteggiati, perché hanno stancato…ma vengono mantenuti “in caldo” per essere poi eventualmente (ma non per forza) ripescati in un futuro come R = Ricorrenti.

 

LA SUCCESSIONE “IDEALE DI UNA PLAYLIST” secondo uno schema emozionale di popolarità, può essere quindi…

A + B + A + B + C + A + A + R + A + B + A

 

ALCUNI ACCORGIMENTI NEL COSTRUIRE UNA PLAYLIST
Ricordarsi che…
a)dopo un brano “C” deve esserci sempre un brano “A” ovvero dopo un brano debole, sempre uno forte, altrimenti la pista si svuota. Va bene essere propositivi, ma senza esagerare. Non siete nella vostra cameretta, non dovete mettere la musica che piace a voi, ma alla gente.
b)dopo un brano “R” deve esserci sempre un brano “A o B” ovvero dopo un brano forte ma vecchio, sempre uno forte ma attuale, altrimenti la pista si svuota.
c)Evitare di “giocare facile” con playlist tutte A+A+A+A cioè di soli successi, altrimenti siete costretti a ripetere in breve tempo le hit del momento. Inoltre, date un senso di ovvietà e di banalità che non vi contraddistingue.

 

IL TEMPO E L’ENERGIA
Alcune osservazioni in senso generale:
a)Mantenere costante il tempo dei brani, se mettete tante “radio edit” e non versioni estese, fate in modo che ad un brano che finisce secco in modo veloce, non ne
segua uno che parte lentamente. Ha un effetto deleterio sulla pista. Molto meglio il contrario, ovvero uno veloce dopo uno lento.
b)Evitare troppi brani di seguito di “sad mood”, brani tristi, intimisti, monocordi. Alternare sempre brani più allegri.
c)Evitare troppi “cantanti di un sesso” di seguito. Meglio un’alternanza tra uomo/donna come voce.
d)Attenzione al volume dei brani, il brano che fate entrare dopo quello che avete in diffusione deve avere il volume equalizzato in modo identico…altrimenti ci sarà uno stacco troppo netto.

 

A PROPOSITO DI PLAYLIST, UNA PARENTESI A PARTE…LA “HAPPY MUSIC” O “DIVERTENTISMO”
Che vi piaccia o meno, capiterà senz’altro nel vostro percorso di dovere mettere musica ad un matrimonio di un migliore amico/a, ad una festa di laurea, o più semplicemente in un Capodanno.
In genere sono le serate che un DJ odia di più, perchè la qualità musicale è direttamente proporzionale al degenerare della situazione.
A tale proposito consiglio caldamente di dare una visione alla sezione “playlist” di questo sito, dove sono presenti numerose liste tematiche, ma soprattutto la “Lista happy music” costantemente aggiornata, che vi risolverà le situazioni più disparate dove sarà necessario proporre balli di gruppo e sociali.

 

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