Corriere di Novara
04 Marzo 1976

 

L’ARTICOLO:

LA RAI AL CONTRATTACCO

 

 

Le radio private hanno le ore contate?
Pare certo che queste emittenti – sorte da mesi come funghi nei più disparati centri della penisola, e per quanto a noi interessa nella provincia novarese – siano destinate tra breve ad essere annullate tecnicamente da “Mamma Rai”. Da fronte attendibile abbiamo appreso che la Rai, concessionaria del monopolio delle trasmissioni – ha provveduto in questi giorni a far trasportare a Monte Penice, sull’appennino emiliano, apparecchiature idoneee per installare un trasmettitore in stereofonia della potenza di 10mila watt.
La Rai metterà in onda programmi sulla frequenza 103 Mhz usata per la modulazione di frequenza.
Del resto, in una intervista, Felice Mottini, capo dell’ufficio stampa della Rai, a proposito di questo monopolio che da tempo viene preso d’assedio dalle radio libere, recentemente ha detto: “I mezzi legali e tecnici per difendere il monopolio non mancano, si tratta solo di metterli in atto”.
Che riflessi avrà per le emittenti radiofoniche private questa installazione di così macroscopica potenza? Ci siamo documentati presso uno specialista, il perito elettronico Tognacca di Oleggio che dirige il settore specifico in una fabbrica oleggese. Tognacca ci ha spiegato che gran parte delle radio-libere nostrane operano attorno alla banda di 103 Mhz. Ne consegue che la potenza del trasmettitore Rai in fase di installazione a Monte Penice sovrasterebbe queste “antenne pirata” in quanto la potenza di queste ultime va dai 100 watt ai 400 watt (è il caso di Radio Milano International). In gran parte della pianura Padana, pertanto la Rai invece di perseguire le emittenti clandestine a mezzo legale servendosi degli agenti della Escopost, si servirebbe così della “prepotenza dei megahertz di Stato”.
Infatti la Rai ha sempre, e lo fa tuttora, trasmesso in modulazione di frequenza dagli 87,500 ai 100 Mhz, lasciando uno spazio libero dai 100 ai 104 Mhz nei quali si inseriscono le emittenti libere e quelle dell’aeronautica. “Una fascia – mi dicono dei tecnici – entro la quale ci sarebbe spazio per molte emittenti di contenuta potenza purchè non si diano noia l’un l’altra”.
Ma pare che non sia così. Ora c’è chi sostiene la tesi, magari azzardata, che la Rai non è autorizzata a trasmettere sulla banda di 103 Mhz. Certo che sarebbe grottesco se “Mamma Rai” per combattere le emittenti private finisse lei dalla parte degli abusivi!

U.G.