Corriere di Novara
18 Febbraio 1999


L'ARTICOLO:

INCHIESTA SULLE RADIO LOCALI: CHI SONO E COSA TRASMETTONO

Le province di Novara e del Vco hanno una realtà radiofonica di tutto rispetto.
Undici sono le radio ufficiali che trasmettono dai due territori, oltre a tante realtà minori, per lo più parrocchiali.
Certo negli anni del boom ('75-'80) i numeri erano ben diversi. Ma da allora molto è cambiato.
L'avventura radiofonica nelle nostre province, come del resto in tutta Italia, ha avuto inizio dal 1975.
Nascevano allora le cosiddette radio libere che, da quel momento per almeno cinque anni, avrebbero pressochè saturato le frequenze allora disponibili.
Investimento minimo, anche per i tempi, totale libertà di espressione, ma soprattutto un mondo tutto da inventare, erano le prerogative basilari di ogni nuova Fm.
Il tempo mise in luce le prime difficoltà di gestione, soprattutto tecniche ed economiche, così molte stazioncine, per lo più casalinghe e amatoriali, scomparvero o confluirono in altre più strutturate, senza però che andasse perduto l'originale entusiasmo, tanto che ancor oggi molti operatori ritengono gli anni Ottanta il periodo migliore per le radio.
Quell'etere intasato e vivace è andato così scremandosi e definendosi, con stazioni ben attrezzate, con una larga diffusione sul territorio, con una programmazione varia e curata.
L'arrivo negli anni Novanta di grandi Network, o syndication, nazionali, le novità tecniche (in pratica non c'è nessuna radio che abbia un disco, tutte le canzoni sono memorizzate dai computer) e la sempre maggior concorrenza pubblicitaria hanno portato a una situazione di stasi apparente.
Oggi l'ascoltatore medio (moltissime donne), sceglie in base a preferenze musicali ben precise, a programmi specifici, vuole una radio matura e professionale, non più rivoluzionaria e improvvisata.
Insomma il periodo romantico è ormai terminato da tempo ed ora solo chi riesce a garantire un prodotto valido nell'arco della giornata può proporsi agli sponsor, il vero e unico sostentamento del mondo dell'etere.
I costi di gestione di un'emittente del nostro territorio si aggirano sui 10-20 milioni al mese, di cui circa il 40% spesi in energia; fatti salvi investimenti tecnici, acquisti di frequenze e ripetitori, e altri extra in grado di sballare un bilancio di centinaia di milioni.
La maggior parte delle radio si affidano a una o più agenzie di raccolta pubblicitaria, in grado spesso di offrire pacchetti articolati di spazi pubblicitari.
La nuova legge sul riordino dell'etere non dovrebbe modificare più di tanto l'attuale realtà, anche se è quasi certo che alcune frequenze saranno modificate.
Da un punto di vista occupazionale non c'è gran movimento.
Riferire il numero degli occupati, abbiamo notato, non piace ai responsabili, e questo contrasta con l'immagine di professionalità che spesso si vogliono attribuire, in ogni caso sono da quattro a otto, dieci al massimo, gli impiegati in un'emittente.
Ancor meno rosea è la situazione delle redazioni, spesso affidate ad un unico pubblicista (quando c'è) e limitate come fonti alla rilettura dei quotidiani.
Nei progetti per il futuro gran parte delle stazioni collocano il passaggio alla trasmissione digitale, al sistema Dab, mentre più remota, visti i costi, sembra la trasmissione via satellite.
Un'ipotesi che alcuni stanno vagliando è quella del canale tematico, magari non del tutto, ma con una forte peculiarità per genere musicale o di informazione.
Da sempre sognate ma mai realizzate, invece, le collaborazioni tra radio locali.
In definitiva la radio rappresenta, o rappresenterebbe, un bellissimo mondo dove fare, o imparare a fare, musica, intrattenimento o informazione; una palestra da dove sono usciti, da sempre, i migliori giornalisti e presentatori anche della televisione.



AZZURRA, PUNTORADIO 96, ABC E 2001 A NOVARA; RDM A TRECATE E RADIO VERGANTE A MASSINO VISCONTI

Sei sono le radio che hanno sede nella provincia di Novara.
Quattro nel capoluogo: Azzurra, Punto Radio 96, Abc e 2001; una a Trecate: RDM e una a Massino Visconti: Radio Vergante.
Radio Azzurra rappresenta la tradizione radiofonica novarese, essendo la più longeva.
Nata nel 1975 ha aperto i suoi microfoni all'intero mondo novarese: dalla cultura al giornalismo, dal sociale allo sport.
E oggi Azzurra è soprattutto la radio di tutto lo sport, cittadino e no.
L'informazione è locale con in più tre edizioni curate dalla Radio Svizzera con notizie internazionali. La musica è equamente divisa tra italiana ed estera e prevede successi e revival. Il progetto più importante in cantiere è il cambio di sede.
Nata nel 1983 Punto Radio 96 centra la sua attenzione sugli spettacoli e sui locali della zona cui dedica "Punto Spettacoli", trasmesso più volte al giorno, affidando invece la parte giornalistica vera e propria al circuito Cnr.
Ha una programmazione attenta alle nuove tendenze musicali, pur mantenendo sul 50/50 il rapporto tra prodotti italiani e stranieri. In cantiere l'innovazione del sistema di emissione.
Radio Abc, nata il 21-11-1976 (per la precisione) è inserita nella syndication Non Solo Musica.
Cura l'informazione locale delle province che raggiunge con molti collaboratori esterni, fornendo però anche notiziari nazionali curati dall'agenzia giornalistica Area."Cerchiamo di essere presenti dove succedono le cose - ci dice la responsabile Daniela Baracchini - soprattutto seguendo spettacoli e manifestazioni"; appuntamento quindi al prossimo Festival di Sanremo con il camper dell'emittente novarese che, da piazza Colombo, trasmetterà sei appuntamenti giornalieri. La musica italiana è infatti la preferita da Abc occupando l'80% della programmazione.
Radio 2001, dallo scorso agosto, rilancia su Novara i programmi di Radio Vaticana limitando a poche fasce orarie la produzione interna dedicata a programmi religiosi e a musica classica e sinfonica.
A Trecate, lungo la statale 11, c'è la sede di Rdm-Radio Dimensione Musica.
E' la più giovane delle novaresi, è nata ufficialmente nell'84, ma l'esperienza accumulata, con altre denominazioni, parte in pratica dagli anni '70. Tanta l'informazione, locale e no, con, al pomeriggio del sabato, interviste a cantanti e musicisti in tour nelle vicinanze.
Programmi dedicati al genere R&B, collegamenti con Sanremo e una programmazione mattutina, a partire da febbraio, tutta dedicata alle donne sono le novità imminenti.
Radio Vergante è la stazione del Medio Novarese. Dalla sede di Massino Visconti si trasmette musica quasi totalmente italiana (90%) e informazione locale: tre edizioni di 20' e flash da 10" l'uno. Le novità sono tutte legate all'informazione, si sta cercando di intensificare i collegamenti con gli inviati da Arona, Borgomanero e Novara.
Vergante è nata nel '76 ed è la radio più a Nord della provincia, segnando in pratica sul territorio il confine tra l'emittenza novarese e quella del Vco...e così fa anche nella nostra inchiesta.




PARLA PONZIO

1)Radio Azzurra che tipo di radio è?
"E' la radio di Novara e del Novarese, innanzitutto; è una radio prettamente sportiva, con informazione nazionale e internazionale curata dalla radio svizzera e informazione locale "cucinata" in loco. Tanta la musica trasmessa seguendo le hits del momento. Ci sono poi le trasmissioni storiche della nostra emittente curate da Franco Terzera, Sandrino Berutti e Stefano Inghilleri".
2)Voi siete un osservatorio privilegiato sulla città, com'è cambiata Novara in questi anni?
"Dopo 23 anni di radio possiamo dire che è una città molto ricettiva, attenta; lo avvertiamo dalle telefonate degli ascoltatori. Noi siamo, per molti novaresi, un servizio pubblico e sociale. La gente ci chiama confidandoci disagi, disservizi e, in questo senso, posso dire che Novara non è cambiata negli anni, i problemi sono gli stessi di sempre e non sono grandi. Insomma, non avvertiamo particolari timori o paure".
3)Spesso nelle radio ci sono da anni le stesse voci, è così anche da voi?
"No, da noi c'è stato il turn over, certo rimangono i conduttori storici, ma sono entrati in squadra anche tanti giovani, soprattutto da Radio 2001, che è stata e rimane ancora il vivaio per le radio novaresi. Arrivano ragazzi davvero bravi. Perchè vengono da noi? Forse per il clima".
4)In che senso?
"Nel senso che a Radio Azzurra si lavora bene, è un ambiente sereno, si fa un'esperienza che può diventare qualcosa di più importante. Noi ci divertiamo ancora moltissimo a fare il nostro mestiere, non ci siamo fatti ingabbiare dalla depressione da professionismo, lavoriamo al meglio e questo ci gratifica, tanto".
5)Quindi non pensate di inserirvi in una syndication?
"No, perchè sono tutte uguali, anche nell'informazione. E' per questo che abbiamo scelto di trasmettere l'informazione nazionale e internazionale curata dalla Radio Svizzera, una voce fuori dal coro italiano. E alla gente questa scelta è piaciuta".
6)Avete un buon riscontro?
"Sì, abbiamo dei segnali positivi, segnali di ripresa, ovviamente il nostro riscontro è la pubblicità e sta andando bene".
7)Alla luce di questo che programmi avete?
"Consolidare i risultati raggiunti e ovviamente seguire l'evoluzione della tecnologia; prima di tutto però abbiamo il cambio di sede, che ci permetterà anche di migliorare il segnale in città".
8)Satellite, Dab, o altre tecnologie in vista?
"Non ci credo tanto, noi aspettiamo piuttosto la legge che regolamenti i sistemi esistenti. In ogni caso l'Fm non andrà in pensione a breve, si potrebbero, ad esempio, spostare i network su tecnologie avanzate liberando l'Fm alle locali, questa sarebbe una bella riorganizzazione. Fatto salvo che di 'banditi dell'etere' ce ne sono ancora".
9)I nuovi canali tematici via satellite possono creare problemi di ascoltatori alle radio locali?
"E perchè? Noi ad esempio siamo il canale tematico di Novara e del Novarese, cerchiamo di soddisfare al meglio una fetta di territorio. Non ci credo a quelli che danno notizie di Borgomanero, Torino e Roma, molte radio locali fanno informazione migliore e non rileggono i giornali".
10)Una grande radio a Novara non c'è perchè...?
"Perchè è giusto differenziarsi, lavorando nel modo che si ritiene migliore. A me fare radio piace e voglio continuare a divertirmi. Divertimento vuol dire fare cose che la gente apprezza. E' bello fare un lavoro che ti piace con gli strumenti che ti permettono di farlo bene".


PARLA BERRINI

1)Da dirigente dell'Aer (Associazione emittenti radiofoniche), la rappresentanza delle emittenti, come stanno le radio?
"Le radio attraversano sia a livello locale che nazionale un buon momento di ascolti e vitalità. Continuano ad essere un po' troppe ma comunque chi è riuscito a specializzarsi sta meglio di altri. L'indicatore del buon numero è la raccolta pubblicitaria e noi rileviamo che gli ultimi mesi sono davvero buoni".
2)Specializzarsi in che senso?
"Sia per la musica sia nell'informazione. Noi ad esempio abbiamo fondato anni fa un'agenzia di stampa: l'Agr, con altre trenta emittenti, che produce 14 edizioni nazionali cui noi sommiamo le nostre edizioni di informazione sugli spettacoli. Una scelta che ha dato ottimi risultati, l'offerta di cronaca, su giornali e tv, è infatti quantitativamente alta (qualitativamente no), noi abbiamo quindi pensato di inserirci in un settore scoperto".
3)Cosa succederà con la legge sulle frequenze?
"Per ora hanno fatto solo una parte di quella sulle tv e già non l'applicheranno. Dopo anni di anarchia non si può regolamentare un mercato che si è autoistituito. Il mondo delle radio è comunque meno nebuloso di quello delle tv. Certo dopo i primi vent'anni bisogna portare un cambiamento radicale. Noi ci stiamo preparando a ribaltare il palinsesto".
4)Nelle radio lavorano i fondatori, perchè non c'è il ricambio generazionale?
"Eravamo tanti all'inizio e giocavamo, il gioco è diventato impegno e poi professione. Siamo la prima generazione che fa questo mestiere, l'ha inventato. Anni fa era divertente trasmettere per radio, perchè si faceva tutto ciò che si voleva; oggi c'è meno spasso perchè bisogna essere professionali. Quindi il ricambio è più difficile anche perchè sono sparite quelle piccole radio domestiche dove si faceva palestra".
5)Che tipo di programmazione piace oggi?
"Il deejay che urla tra una canzone e l'altra non piace più. Oggi l'ascoltatore vuole musica oppure programmi 'parlati'".
6)Come sono i rapporti con le altre radio novaresi?
"Buoni, ma non ci sono collaborazioni. Perchè? Perchè siamo novaresi. In tutta Italia le radio si uniscono creando ottime emittenti a livello interprovinciale. Qui no. Ad esempio in Veneto lavorano davvero bene".
7)E all'estero?
"Non c'è il caos italiano. Nel senso che anche Paesi come la Turchia e il Portogallo da dieci anni si sono dotati di leggi precise. In Francia, ad esempio, per aprire un'emittente bisogna partecipare ad una gara presentando un progetto dettagliato: con genere musicale, previsione dei costi, disponibilità finanziaria, ecc. La radio in Italia è bella, ma all'estero di sono più certezze, più ascolti e più raccolta pubblicitaria".
8)Voi trovate difficoltà nella raccolta pubblicitaria?
"No, però vendiamo aria, non è come vendere spot televisivi o pagine di giornale. Comunque ci sono imprenditori che destinano l'80% dell'investimento pubblicitario nella radio, altri sono disponibili, alcuni sono da convincere. Noi offiamo spot registrati da studi professionali, garantendo un prodotto di qualità...che dia risultati. Chi prova la radio, rimane in radio, le cifre ci dicono che nell'ultimo anno le radio hanno incrementato la raccolta pubblicitaria dell'30%".
9)Prospettive di sviluppo?
"Satellite sicuramente, il cavo in Italia non arriverà mai. Il satellite sta già diventando competitivo come costi rispetto agli impianti di terra. Molte radio, anche locali, sono già passate a questo sistema. Rimanendo sugli impianti terrestri, si passerà al sistema Dab e molti trasmetteranno poi su Internet. Il futuro è pieno di belle novità; certo che, senza quelle piccole radio-palestre, le voci rimarranno le stesse ancora per molto".

Umberto Ruggerone

 


   
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