Corriere di Novara
01 Luglio 1976


L'ARTICOLO:

 

LE RADIO, DOPO LA SENTENZA DELLA CORTE, ATTENDONO LA STANGATA DELLE TASSE

La decisione della Corte Costituzionale, che ha stabilito che tutti possono avere diritto ad installare impianti radiotelevisivi, è stata accolta con molto favore negli ambienti delle due emittenti private novaresi.
Ci hanno sigillato gli impianti, ci hanno processato ma, alla fine, abbiamo dimostrato che avevamo ragione ci ha detto Gianfranco Zani di Radio Novara International – con il monopolio veniva violato l’articolo 21 della Costituzione. Ora  - ha aggiunto Zani – attendiamo la stangata della Siae. Non i giudici ma la Società autori ed editori decreterà la sopravvivenza o la morte delle radio”. Un giudizio positivo è stato espresso anche da Ugo Ponzio, titolare di Radio Azzurra: “Non ho mai avuto dubbi sulla sentenza dei giudici – ha dichiarato – sarebbe stato veramente assurdo se vi fossero espressi diversamente. Adesso attendiamo il regolamento delle trasmissioni via etere. Ci sono ancora molte cose da mettere a posto e una adeguata regolamentazione, credo, possa sistemarne parecchie. A questo punto verrà fatta una prima selezione delle emittenti poi, per la continuità delle trasmissioni, dipenderà dalle tasse che ci verranno applicate” .

Come è noto, nei giorni scorsi, i giudici della Corte costituzionale hanno ritenuto illegittime le norme approvate dal parlamento nell’aprile dello scorso anno, per cui la diffusione dei programmi radiofonici e televisivi era un “servizio pubblico” riservato allo Stato. In pratica, la sentenza della Corte ha decretato la condanna a morte del monopolio detenuto dalla Rai-Tv, ma nell’affermare il diritto alla libertà delle trasmissioni, ha ricordato che la possibilità di installare nuovi impianti deve essere subordinata a talune norme come, ad esempio, una speciale autorizzazione.

E’ ovvio, a questo punto, che il giudizio espresso dalla Corte rinverdirà le ambizioni di molti aspiranti titolari di radio ed aprirà la strada all’installazione di numerose emittenti televisive private che, è presumibile, nei prossimi mesi sorgeranno come “i funghi” così come è successo in passato per le radio.
Per evitare un indiscriminato proliferare di emittenti si delinea l’urgente necessità di una specifica e precisa regolamentazione che, salvaguardando la libertà di tutti non permetta l’inquinamento dei canali di trasmissione e non consenta, nel contempo, la creazione di nuovi monopoli dell’informazione radiofonica e televisiva.

(F.T.)

 


   
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