Corriere di Novara

20 Novembre 1975


 

 


L'ARTICOLO:

Anche "Radio Azzurra" tace. Ad una settimana di distanza dalla chiusura di "Radio Novara International" il magistrato ha denunciato anche la seconda emittente novarese. L'imputazione per la stazione radiofonica, che aveva iniziato le irradiazioni il quattro novembre scorso, dalla sede di via Formaggio 7, è di trasmissioni abusive. La stessa motivazione formulata nei riguardi di "Radio International".
La comunicazione di reato è stata notificata ad Ugo Ponzio, che con Angelo Ferraris e Mauro Pagani aveva installato l'emittente "pirata", e a Mario Giordano, responsabile dei servizi giornalistici.
La denuncia ed il decreto di sequestro stilato dal giudice Antonio Baglivo, su segnalazione della direzione compartimentale della Escopost ed Escoradio di Torino, è stata emessa sabato scorso.
I responsabili di "Radio Azzurra", appena venuti a conoscenza di quanto deciso nei loro confronti, nel notiziario di domenica hanno amaramente commentato il provvedimento. "Prima di dare inizio ai programmi radiofonici - hanno dichiarato - abbiamo adempiuto a tutti gli obblighi fissati dalla legge. Abbiamo depositato in tribunale la testata corredata di tutti i documenti burocratici previsti; abbiamo anche richiesto l'autorizzazione al ministero delle telecomunicazioni ed avvisato delle nostre intenzioni tutte le autorità, anche quelle postali. Ci hanno risposto con una denuncia - hanno proseguito i responsabili di Radio Azzurra - recepita dal pretore di Novara, molto sollecito nello stilare il decreto.
Quello che era ed è nel nostro intento è renderci utili ai novaresi irradiando notizie locali e servizi radiofonici di interesse pubblico. Speriamo
- hanno concluso - di poter continuare nella nostra opera di informazione, sicuri che ciò sia gradito alla cittadinanza.
Dell'accaduto, i rappresentanti dell'emittente cittadina hanno informato i loro legali: l'avvocato novarese Pierino Rossi ed Eugenio Porta, presidente e promotore dell'Anti, l'associazione delle teleradiodiffusioni indipendenti che, la scorsa settimana, aveva ricevuto l'incarico per la difesa di "Radio International".
A "Radio Azzurra" per evitare il sequestro martedì scorso sono state interrotte le trasmissioni e l'emittente smantellata.
Abbiamo chiesto al pretore Antonio Baglivo il perchè di una così sollecita applicazione della legge, contrariamente a quanto hanno fatto alcuni suoi colleghi di altre città: "Ritengo - ci ha detto nel corso di un'intervista - che il sequestro sia obbligatorio. Una volta acquisita la conoscenza dell'esistenza di un reato è compito del tutore della legge impedirne la continuazione, poichè il mio lavoro è quello di tutelare il rispetto delle leggi, sarebbe un illecito sapere chi compie senza intervenire per interromperlo.
Ecco spiegato il perchè del provvedimento di sequestro. Purtroppo
- ha proseguito il magistrato - la situazione in materia è alquanto confusa, ci sono precedenti contraddittori e sono il primo ad augurarmi che il tutto possa essere regolarizzato al più presto e più chiaramente possibile". A quando il processo? "Mi rendo conto del danno che le emittenti ricevono dall'interruzione delle trasmissioni. In tribunale però, per carenza di personale, le cose vanno un po' a rilento. Spero comunque di poter fissare il dibattimento prima di Natale o, al massimo, nei primi giorni di gennaio".
I responsabili delle stazioni radiofoniche rischiano una condanna che va da tre a sei mesi di arresto e un'ammenda da 200 mila a 2 milioni di lire, oltre alla confisca delle apparecchiature.
Ma in caso di assoluzione abbiamo chiesto al dottor Baglivo, le stazioni radio potrebbero trasmettere regolarmente? "Ritengo di sì - ci ha detto - salvo che la procura della Repubblica non impugni in appello, ed eventualmente in cassazione, la sentenza".

Franco Tosca

 


   
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