Corriere di Novara

23 Giugno 1977


 


L'ARTICOLO:

DUE NUOVE EMITTENTI TELEVISIVE PRESTO IN FUNZIONE A NOVARA

A Novara, nel campo dell'informazione, da qualche tempo a questa parte si registra un certo fermento che, secondo quanto si sostiene da più parti, sarebbe legato alle prossime consultazioni elettorali previste per l'autunno per rinnovare la composizione del consiglio comunale. In questo clima di novità sono coinvolti giornali, radio e televisioni.
Il "Giornale di Novara", legato alla destra democristiana, nelle prime due settimane di luglio cesserà le pubblicazioni per permettere una ristrutturazione sia grafica che contenutistica, e riapparirà in edicola con una testata diversa, si chiamerà infatti "Il nuovo sabato - Giornale di Novara". A dirigere il periodico, che gode dell'appoggio del deputato Luigi Rossi di Montelera, rimarrà, almeno per il momento, Rolando Donetti.
Da tempo si parlava della ristrutturazione del settimanale democristiano così come per diversi mesi nei corridoi degli ambienti giornalistici circolava la voce di un tentativo di sfondamento nel novarese del "Giornale" di Montanelli che avrebbe dovuto "uscire" con due pagine dedicate alla provincia. Per finanziare l'operazione era già stato raccolto un budget pubblicitario di circa 300 milioni di lire garantito in gran parte dalla De Agostini, e, sembra, anche dalla Banca Popolare di Novara.
Sono infatti noti i legami tra la famiglia Boroli proprietaria della De Agostini e Montanelli che hanno recentemente concordato una grossa operazione editoriale per metà finanziata dal quotidiano milanese e per metà dalla stessa De Agostini.
Presidente della nuova editrice, che darà spazio agli autori laici e conservatori, sarà Achille Boroli e amministratore delegato Gianni Ferrauto del "Giornale".
Le pagine novaresi del quotidiano di Montanelli non hanno però avuto seguito. Trovati i finanziamenti e già contattati alcuni giornalisti cui affidare la redazione locale l'operazione è saltata, pare, per l'intervento di Gianni Agnelli, che ha voluto eliminare sul nascere un eventuale concorrente delle "Cronache novaresi" de La Stampa.

Dai giornali alle radio e alle televisioni:

Dopo la nascita di Radio Kabauter, quartogenita delle emittenti novaresi, che pur trasmettendo programmi qualitativamente diversi, cioè non commerciali, ha già trovato un suo spazio tra gli ascoltatori di sinistra, torna in scena Radio Novara International, prima in ordine cronologico tra le emittenti cittadine, che dal prossimo autunno si chiamerà "Teleradio Novara International", ponendosi in concorrenza con "Telebassonovarese", che ha fatto la sua apparizione sugli schermi televisivi solo da pochi mesi.
Alle spalle di Radio International è sorta infatti una nuova società per azioni, presidente il commendator Paolo Ferrari, e tra i sottoscrittori delle quote l'ingegner Achille Boroli, il consigliere liberale Massimo Pietri, il dottor Ettore Poggi Steffanina (liberale) e l'avvocato Giulio Genocchio (repubblicano) che ha depositato la firma come direttore responsabile della nuova emittente televisiva che entrerà in funzione probabilmente a metà di settembre. Secondo voci ben informate il capitale della società, attualmente di un milione di lire, verrà portato a 150 milioni mentre altri 150 milioni sono stati stanziati per la gestione.
Il ripetitore di "Teleradio International" sorgerà sulla vetta del Mottarone (i lavori di installazione sono iniziati in questi giorni) e gli studi, secondo quanto abbiamo potuto apprendere, saranno dislocati ad Agognate.
La nuova emittente, che irradierà trasmissioni a colori cinque giorni la settimana e che comunque manterrà i programmi radiofonici, avrà un raggio di azione di un centinaio di chilometri. Per ora, sempre a quanto si è potuto apprendere, l'unico problema della stazione televisiva, che si collegherà via telex con l'agenzia Ansa, è quello dell'organigramma, cioè del personale cui affidare i servizi giornalistici.

Sempre in tema di emittenti Tv abbiamo avuto la conferma che anche "Radio Onda" metterà in funzione la preannunciata stazione televisiva ed avrebbe già iniziato anche le trasmissioni sperimentali. Il tutto però è celato dal più stretto riserbo. Sono state preannunciate grandi cose ma non si è potuto sapere nulla di più preciso.
Dopo quello radiofonico ora lo scontro è televisivo. Una partita giocata a tre con "Telebassonovarese" che dovrà rintuzzare gli attacchi delle due nascenti emittenti, una partita in cui sono in paglio grossi interessi, sia politici che commerciali.

Franco Tosca

 

 


   
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