Il giornalino di
Radio Azzurra Novara
Anno 1 - Numero 1 - Maggio 1976


 


L'ARTICOLO:

"PERCHE'"

Quando si avanzò l'ipotesi di aprire una radio, molti e sconcertanti furono i pareri, al punto tale che si pensò di non realizzare mai questa idea. Le prime trasmissioni, tra il ben volere di coloro che comprendevano la nostra posizione, trovarono una porta spalancata a critiche e opinioni contrastanti che andavano dall'insulto gratuito al bonario "piantala lì".
Un invito ben chiaro uscì allora dai microfoni di Radio Azzurra: ascoltare bene, poi giudicare. Forse non tutti conoscono l'autofinanziamento, ma è proprio con questa parola che simboleggiamo la nostra radio. Quaranta persone che mensilmente si autotassano per dare la logica sussistenza ad una voce diversa: R.A.N.
Forse Novara non è la città aperta a questo tipo di innovazione, forse i novaresi ritengono che iniziative di questo genere non possano che portare danno alla loro "amata città". Spinta da questa considerazione e dalla gratuita volontà di provare questa strada nuova, Radio Azzurra trovò quel terreno fertile per crescere e per dimostrare che c'era ancora molto da fare. Infatti la "città felice" non esiste, se non sulla carta: centomila abitanti, centomila storie diverse con problemi grandi, enormi.
Noi, senza modestia, pensiamo di poter essere quel tramite informativo che lega il cittadino ai problemi del Comune, della Provincia, della Regione e dello Stato.
Premessa lecita è che si usa definire una stazione radio come la nostra, apolitica. Sappiamo che portare quaranta e più persone differenti, non solo per fisionomia, ma anche per struttura mentale è utopistico. Ebbene, nella completa democraticità della nostra emittente si è cercato di concretizzare questa utopia. Le ragioni sono abbastanza chiare: si doveva creare una radio che potesse accogliere e una campana e l'altra, ma poi non dimentichiamo che, se pur a livello semiprofessionale, si può convivere nell'unico e obiettivo intento di dare all'ascoltatore uno standard di trasmissione accettabile. Per questo motivo tutti i collaboratori di Radio Azzurra hanno cercato di escorporare la propria ideologia politica e di mantenere un discorso chiaro e scevro da ogni intenzionalità.
Radio Azzurra è Radio Azzurra e basta, pur rispettando, a livello individuale, opinioni talvolta contrastanti. Esaminiamo la cronaca: nel novembre scorso un gruppo di volonterosi, dotati anche di molto coraggio, intrapresero la strada della notizia radiotrasmessa. Via Formaggio fu la prima sede e si iniziò un certo, talvolta timido dialogo espresso dapprima in soli termini musicali e in seguito con sporadiche apparizioni "a viva voce". Lo scopo era già allora lampante e chiaro: dare ai Novaresi la Radio di Novara. Ben presto, però, le trasmissioni furono interrotte dall'intervento del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni che reputò questo genere di attività, in conformità alle leggi del Monopolio Rai, illecito.
Questa forzata chiusura rafforzò l'emittente, dando la possibilità temporale di organizzarsi in previsione di una prossima riapertura. Ci si approvvigionò di più sofisticati mezzi per consentire l'ascolto in ogni punto della città e nelle zone circostanti.
Non poche difficoltà economiche e logistiche furono superate solo grazie all'apporto disinteressato dei tecnici e della équipe della radio.
Si trattava di spiegare e di motivare questa voce alternativa che, come unico marchio, voleva e vuole continuare ad essere informazione valida, concreta e obiettiva.
La strada era una sola: avvalerci della nostra poca esperienza e con essa cercare di affinare le voci e i tipi di programmi che, mano a mano, prendevano corpo.
Questo è stato il nostro piano operativo e su questo indirizzo, ascoltando e riascoltando i preziosi pareri dei nostri ascoltatori, intendiamo muoverci oggi ed in futuro.
Da queste poche nozioni di conoscenza tecnico-pratica sulle diffusioni radiotrasmesse, abbiamo iniziato un dialogo con notiziari e rubriche che hanno affrontato problemi sociali, interviste, registrazioni di spettacoli e musica. La verifica di questi nostri sforzi è il vostro ascolto.
Ai microfoni di Radio Azzurra si sono espressi liberamente professionisti, uomini di cultura e tanta gente che, curiosando nello studio, trovava spazio e spiegazioni logiche ed esaurienti. Questa è la R.A.N., la radio dei novaresi. Per una essenziale e doverosa precisazione, diciamo che Radio Azzurra è registrata al Tribunale di Novara come giornale ed il Direttore Responsabile è il giornalista Mario Giordano.
Quante volte ci viene chiesto: ma chi comanda? E' giusto dare anche al lettore questo tipo di precisazione. Sembrerà strano, ma a Radio Azzurra non comanda nessuno. E' vero che l'ideatore ed attuale titolare della stazione è una persona fisica ben definita e di nome Ugo Ponzio, è pur vero che anche da noi esistono direttori di programmi, supervisori, redattori. Allora? Nella continua ricerca di perfezionarsi, Radio Azzurra vive burrascose riunioni e continui scambi di idee che non possono far pensare neppure lontanamente alla predominanza di un titolare, di un capo. Ugo, ottimo tecnico nonchè animatore di programmi, ha inteso e intende dare a Radio Azzurra tutto lo spazio possibile e immaginabile che deve avere un giornale con la G maiuscola e nello stesso tempo, per suo volere, non ha la possibilità di poter opporre qualsivoglia questione senza aver ascoltato la maggioranza dei collaboratori.
Ora, con una frase fatta, "ai posteri l'ardua sentenza". Vi interessiamo? Siamo veramente alternativi? Ci servono i vostri pareri che sono la sola e tangibile fonte che può spronarci a migliorare. Prima di chiudere precisiamo che la radio dei novaresi vuole uscire dai confini daziali ed estendersi al maggior numero possibile di ascoltatori, non solo per avere un potenziale maggiore, ma per alimentare quel continuo fuoco, spesso spento in modo violento, che è l'informazione. Vi aspettiamo tutti i giorni, dalle 12 alle 2 sulla modulazione di frequenza o, se preferite, la domenica nel nostro studio di Corso Italia, 27.

R.A.N.

 


   
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