Il Giornalino di Radio Azzurra Novara
Anno II Numero Unico

 

L’ARTICOLO:

LIBERI, NON PIRATI

 

La Corte Costituzionale, il 28 luglio dello scorso anno, ha riconosciuto a tutte le antenne il diritto di vivere. Radio Azzurra Novara da “pirata” è diventata una emittente “libera”.

I nostri primi passi sono stati un po’ turbolenti, perché eravamo considerati dei fuorilegge. Nonostante avessimo tutte le carte in regola, con la testata depositata in Tribunale e con le varie scartoffie burocratiche in nostro possesso. Ci mancava però quel “placet” ministeriale, che ancora oggi nessuno è riuscito ad ottenere. Ora lavoriamo nella legalità.

Ci piace ricordare, senza rivendicare storiche priorità, quei giorni quando ancora non c’era stata la fioritura delle antenne libere.

Era il 4 novembre del 1975. Alcuni giovani, ci sembra una quindicina, animati da spirito pioneristico, avevano deciso di installare a Novara una radio e scelsero come sede una casetta alla periferia della città, nel rione Sant’Andrea.

Ci trovammo improvvisamente nell’occhio del ciclone, perché la Rai tentò subito di farci tacere ricorrendo alla carta bollata. Evitammo gli zelanti funzionari dell’Escopost, il sequestro e i sigilli perché ci consigliarono di cambiare sede.

In questa nostra città, dove notoriamente si misurano gli entusiasmi, fummo subito accolti con soddisfazione. L’indice di ascolto continuò a salire. Per quale motivo? Ce lo siamo chiesto più volte. Non certo per i programmi non certo perfetti. Rappresentavamo però una alternativa da troppo tempo attesa e desiderata. Sin dall’inizio abbiamo evitato la facile tentazione di mettere in onda solo musica. Abbiamo scelto programmi vari, abbiamo preparato notiziari, abbiamo organizzato dibattiti sui problemi della città, senza trascurare, così almeno pensiamo, nessuna categoria.

C’è un’altra scelta secondo noi importantissima. Abbiamo evitato qualsiasi tipo di condizionamento, non ci siamo legati, nonostante subdoli tentativi e sollecitazioni, ad alcun gruppo politico o potentato econonomico.

Il nostro messaggio non è consumista o qualunquista. Quotidianamente, dal mattino a tarda notte, cerchiamo di divertire e informare, dando spazio, senza preclusioni ideologiche, a quanti intendono dibattere problemi che riguardano la comunità.

Non siamo perfetti. Questo lo sappiamo. I novaresi ci hanno più volte perdonato ingenuità e improvvisazioni, inevitabili in chi, come noi, ha dovuto sin dall’inizio inventare tutto.

E’ chiaro che passati gli spiriti eroici della battaglia e sbolliti i grandi entusiasmi iniziali anche noi vorremmo vederci più chiaro in una situazione, quella delle radio libere, che è da sistemare e regolamentare d’urgenza.