JOY DIVISION



Biografia relativa agli anni ’80:

Se i Beatles vengono considerati gli ispiratori di gran parte dei gruppi moderni britannici, I Joy Division non sono da meno, per quanto riguarda la musica di qualità.
La mente del gruppo era Ian Curtis (1956-1980, voce), ed erano composti anche da Bernard Albrecht (1956, chitarra), Peter Hook (1956, basso) e Steven Morris (1957, batteria).

Si formano a Manchester nella seconda metà degli anni ’70, l’idea viene durante un’esibizione dei Sex Pistols. Ian Curtis aveva ambizioni di cantante e poeta, e proveniva da Macclesfield.

Scartato il nome “Stiff Kittens”  il gruppo si battezza Warsaw, prendendo spunto da un brano quasi omonimo di David Bowie. Nel 1977 si esibiscono per la prima volta dal vivo all’Electric Circus di Manchester.

In luglio realizzano il loro primo demo, per poi trovare in Stephen Morris il batterista definitivo. Qualche mese più tardi vedrà la luce anche il 7″Ep autoprodotto, “An ideal for living”.

La figura di Ian Curtis è già da subito molto tormentata, sia per problemi di depressione che di epilessia.

Nel gennaio 1978 i Warsaw si chiamano Joy Division, ispirandosi ad un racconto sui campi di concentramento nazisti. A maggio incidono un’ampia selezione del loro repertorio con l’idea di trarne un album.

Il progetto non si concretizza in quanto nessuno è contento dei risultati. La band poi entra nel giro della Factory e si avvale della produzione di Martin Hannett per due canzoni, “Digital” e “Glass” che saranno incluse nella doppia raccolta a 45 giri “A factory sample”.

La copertina di gennaio 1979 del New Musical Express è dedicata a Ian Curtis, e questo vale in febbraio la partecipazione alla John Peel Session per la BBC.

In giugno vede la luce “Unknown pleasures”, capolavoro di crudo lirismo post-punk che ottiene ottime recensioni. All’album fa da corollario un 45 giri inedito, “Transmission”.

Segue un lungo tour in Inghilterra ed una seconda John Peel Session alla BBC. Questo live è importantissimo, perchè in questa occasione viene presentata la canzone più celebre, “Love will tear us apart”, quasi un manifesto degli anni ’80 per la cultura musicale inglese.

Nel 1980 dopo alcuni concerti in Olanda, Belgio e Germania esce un singolo a tiratura limitata “Licht Und Blindheit” ed in seguito un minilp “Earcom 2”.

Mentre si attende la pubblicazione del secondo singolo, le condizioni fisiche e psicologiche di Ian Curtis subiscono un tracollo, che appare evidente durante le esibizioni live.

La sera del 18 maggio 1980, per cause ancora mai chiarita, il cantante si suicida impiccandosi nella casa dei suoi genitori, scolpendo per sempre il suo nome nella mitologia rock di qualità.

La tragedia ha eco internazionale, e favorisce inconsapevolmente l’uscita dell’album “Closer” e soprattutto del singolo “Love will tear us apart” che non raggiunse mai le prime posizioni in classifica, ma un dignitoso 13esimo posto.

Seguirono un album postumo, “Still” ed una raccolta celebrativa “Heart and soul”, sotto forma di cofanetto.

I tre compagni dei Joy Division rimasti, decidono di continuare l’attività con un altro nome, “New Order”, debuttando dal vivo già in luglio dello stesso anno.

L’attività e la vita di Ian Curtis sono raccontate in un libro struggente, considerato la biografia rock più bella di tutti i tempi, dalla moglie Deborah in “Così vicino, così lontano”.

Inoltre, nel 2007 è uscito il film biografico “Control”, che ha ottenuto ampi riconoscimenti nel circuito di distribuzione indipendente e nei cinema d’essai.

Discografia essenziale degli anni ’80:

1980 – Unknown pleasures
1980 – Closer
1981 – Still