Cartolina recente di Morca
Cartolina storica di Morca

 

Cartello di informazioni turistiche posto in località Isolello

 

La pagina che segue è un mix di informazioni che ho ricavato da varie fonti, alcune on-line, unite a integrazioni di ricordi personali e racconti di alcuni abitanti del luogo. Sono disponibile ad aggiungere ulteriori testimonianze fotografiche, soprattutto d’epoca, e correggere eventuali inesattezze.

L’idea di costruire questa pagina è venuta in primo luogo dopo aver realizzato alcune fotografie durante le mie passeggiate pomeridiane.
In un secondo momento ho ritenuto utile tracciare una sorta di itinerario-guida utile a tutti coloro che si trovassero a transitare da Morca per la prima volta.
Sono legato a questo paese sia per questioni familiari, sia per aver trascorso numerosi estati ininterrotte già dai primi anni ’80 del secolo scorso.

 

Morca è un paese in provincia di Vercelli, frazione del Comune di Varallo, da cui dista circa 4 km.
Gli abitanti di tutte le sotto-frazioni, secondo diversi siti internet consultati, sono circa un centinaio.

L’altezza sul livello del mare del paese varia dai 553 metri riportati sulla cartolina storica (vedasi inizio pagina) presumibilmente misurati nei pressi della Chiesa Parrocchiale, dove un altro cartello indica 558 metri (vedasi sotto) ai 486 metri di un dipinto posto sul vecchio edificio scolastico (risalente ai tempi in cui il paese faceva ancora “Comune”, si veda foto sotto).

 

Il cartello della Comunità Montana Valsesia posto in frazione Isolello cita testualmente “L’abitato di Morca, oggi frazione di Varallo, ha origini antiche ed è documentato già nel 1217 quando anche due suoi rappresentanti presenziarono al giuramento di fedeltà dei Valsesiani al Comune di Vercelli. Soltanto a metà del Settecento si costituì come parrocchia autonoma, in concomitanza con la costruzione della nuova chiesa di S. Lorenzo Martire, che domina dall’alto il paese.
La posizione isolata, sulla sponda destra del Sesia, ha sempre legato le vicende di Morca a quelle, spesso drammatiche, delle piene del fiume. Il problema del collegamento fra le due sponde fu risolto dapprima con una barca, ubicata in un tratto di fiume più tranquilllo.
Nella seconda metà dell’Ottocento fu costruito un ponte sospeso, di 65 metri di luce, su progetto dell’Ing. Giuseppe Antonini, ma le acque lo travolsero nel 1918.
Negli anni seguenti l’attraversamento del fiume fu affidato a precarie passerelle e ad una caratteristica, quanto pericolosa, funicolare. L’attuale ponte fu completato solo nel 1928 ad opera dell’ing. Giuseppe Magistrini: è uno degli ultimi esempi rimasti di quei ponti pensili valsesiani, che per la loro concentrazione rappresentano una caratteristica, forse unica, in Italia”

Altezza in prossimità della Chiesa parrocchiale di San Lorenzo

 

Iscrizione del “Comune di Morca” in un edificio in località Solivo

 

L’accesso a Morca è possibile svoltando ad una rotonda situata in località Balangera, lungo la SS299 in direzione Alagna, ed è da qui che comincio il mio percorso.
Un breve raccordo conduce sul ponte caratteristico del paese, la cui ultima opera di restauro completo risale al 2003 (come riporta una targhetta situata sulla riva Est) su iniziativa dell’allora Sindaco di Varallo on. Gianluca Bonanno.
Il ponte è attraversabile dalle automobili, una alla volta, e costituisce l’unica via di accesso nonchè il simbolo indiscusso di Morca.

Ponte di accesso al paese, immortalato dalla riva di Balangera

Appena varcato il ponte, sulla riva Ovest del Sesia è possibile notare dei ruderi di una diga in funzione nei primi decenni del ‘900, che serviva a raccogliere le acque del fiume in un canale che alimentava una centrale elettrica in località Baraggia (di fronte a Valmaggia). Sarebbe interessante raccogliere ulteriori informazioni  tecniche circa il funzionamento di tale centrale, e le varie date di costruzione, funzionamento e dismissione. Purtroppo le piene della Sesia che si sono susseguite nel corso degli anni, hanno distrutto gran parte del canale e stanno rendendo anno dopo anno sempre piu’ pericoloso l’accesso alla diga, nonostante diversi turisti spesso la utilizzino come “trampolino” per tuffi sul fiume.

Percorro pochi metri di strada e incontro sulla destra un piccolo isolato con una fontana (si dice alimentata di sorgente propria, indipendente dall’acquedotto). Tale località è denominata Isolello. Alcune panchine, un tavolo, una piccola costruzione con una poesia e un cartello di informazioni turistiche accolgono i viandanti.

Fontana in località Isolello

Proseguendo lungo la strada e costeggiando alcuni orti sulla destra, arrivo ad alcune case tra cui la “Casa Sociale” che è anche sede dell’Osteria dei Cacciatori, dove spesso ho pranzato ottime prelibatezze locali.

La “Casa Sociale” è una costruzione storica che, al primo piano, ha sempre ospitato rassegne, manifestazioni, feste e riunioni riguardanti la vita del paese (dalle veglie di Capodanno, Carnevale…ai pranzi di San Lorenzo). L’edificio è stato gravemente lesionato durante la piena del fiume Croso avvenuta in occasione dell’alluvione in Valsesia nella notte tra venerdì 2 Ottobre e il 3 Ottobre 2020. Si è trattato di un’occasione atmosferica eccezionale in cui accanto alle bombe d’acqua scesa copiosa in poche ore, è soffiato un forte vento di scirocco che ha devastato alberi e tralicci.
Da segnalare l’esistenza nel paese di un gruppo folkloristico denominato “I Carbunin” (di veda in fondo alla pagina un link molto interessante su YouTube contenente una loro esibizione a Telemonterosa), attivo fino agli anni ’90 del secolo scorso. Tale gruppo suonava canti della tradizione locale avvalendosi di fisarmonicisti e altri strumentisti, e proponendoli non solo a Morca ma anche in occasione di numerose trasferte. Durante gli anni ’80 sono giunto in possesso di due cassette dei Carbunin, probabilmente acquistate dai miei genitori in occasione di alcune occasioni di ritrovo alla Casa Sociale. Ignoro se ne siano state registrate altre, e purtroppo mi tocca ammettere di non averle più ritrovate nel mio archivio.

Casa Sociale di Morca

Da qui le strade si dividono in due, sulla destra attraversando un ponte si raggiunge la località principale, nota come “Solivo” (dove risiede il maggior numero di abitanti), proseguendo invece sempre dritto, dopo circa un chilometro si raggiunge “Isole di Morca” (un’altra località popolata stabilmente da una decina di famiglie circa).

L’abitato di Solivo colpisce, essendo molto caratteristico: ogni casa è accessibile attraverso una mulattiera che attraversa il paese, in pendenza, e che prosegue fino alla Chiesa Parrocchiale e poi alla frazione Rondo. Dal lato opposto si raggiunge invece un’altra località denominata Gabbio dove si trova un campo da calcio in disuso con due porte molto semplici (pali) che ho sempre visto, ma di cui ignoro l’epoca di costruzione.

Complessivamente vi sono 10 fontane:  n°4 fontane pubbliche in località Solivo, n°2 fontane pubbliche in località Isole di Morca,  n°1 fontana pubblica e un lavatoio in località Rondo, n°1 fontana pubblica in località Oro del Nasso, n°1 fontana pubblica in località Ca’ di Viano e n°1 fontana pubblica sul sagrato della Chiesa di San Lorenzo.

Il ponte che collega la frazione Solivo con la Casa Sociale

 

Le notizie che seguono sono tratte e riadattate dal volume “I campanili della Valsesia – Note di storia locale” di P. Eugenio Manni da Massino (Fascicolo V) edito dalle Arti Grafiche Valsesiane F.lli Capelli nel dicembre 1976.

 

“Il ponte di Morca attuale è del 1928. Il precedente risaliva al 1892, era retto da due campate sopra un pilone portante che si trovava in mezzo al letto del fiume. Nel 1918 una piena lo travolse, e per circa 10 anni l’unica via di accesso a Morca fu rappresentata da funicelle fisse con possibilità di scorrimento a rotella. Un metodo molto pericoloso, concesso anche a donne e bambini, molto simile a quello attuale delle seggiovie ma completamente manuale.
Le funi metalliche erano due, una per l’andata e una per il ritorno. La carrucola scorreva in lieve discesa, ma per la mano doveva regolare la sua tendenza ad andare veloce. Si partiva alti e si arrivava a quota minima sulla sponda opposta.

Dal libro “I Campanili della Valsesia” – Note di storia locale di P. Eugenio Manni da Massino (1976)

 

 

 

La frazione Isole si trova a circa 300 metri e si allunga a fiancheggiamento del torrente denominato Croso Moro. Gli “Isolani” custodiscono una bella chiesa dedicata a San Bartolomeo (1750), la cui festa patronale si svolge nella seconda parte di agosto nella domenica in corrispondenza della ricorrenza del calendario dedicata al Santo. Una tela che sta sopra l’altare rappresenta la Vergine con ai piedi San Bartolomeo e S. Lorenzo al Pozzo. La Chiesa è stata in parte restaurata recentemente, e durante il periodo invernale funge da Parrocchiale.

La Chiesa di San Bartolomeo alla frazione Isole

Il cuore del paese è una piazza poco oltre la chiesa, dove si trova un posteggio.
Un cartello indica la presenza di una barriera poco oltre, difatti la strada aperta al traffico pubblico si interrompe poco dopo, e comincia una strada tagliafuoco realizzata nella seconda metà degli anni ’80 e più tardi asfaltata. E’ lunga circa 2 km e congiunge Isole di Morca con la Frazione Rondo, passando per diversi alpeggi tra cui Creste.
Attualmente come scritto la strada è accessibile solamente ad alcuni proprietari terrieri e ai residenti della frazione Rondo, essendoci una sbarra che ne impedisce il passaggio a terzi.
E’ comunque possibile ovviamente raggiungere la frazione Rondo utilizzando tale via (in alternativa alla mulattiera via Chiesa Parrocchiale S. Lorenzo), impiegando ad un passo abbastanza sostenuto circa 30 minuti (calcolati dalla piazza di Isole).

Lungo il percorso è possibile notare poco prima del ponte sul fiume Moro Croso una cappelletta dedicata alla Madonna il cui tetto è stato restaurato nei primi anni ’90.

 

La Cappella situata poco prima del ponte in località Creste
Ponte in località Creste

Da qui in avanti prosegue un percorso fatto di diversi tornanti davvero suggestivo e agevole per una camminata, che costeggia inizialmente la frazione Creste con qualche bivio che conduce ad alpeggi ed abitazioni private.
Arrivato alla frazione Rondo un cartello mi indica l’altezza in 746 metri s.l.m. Il fatto di essere circondati da vette particolarmente alte, offre però un’idea molto diversa e sembra di essere ad un’altitudine di due volte superiore. Il paese è costituito da poche case, la maggioranza restaurate negli ultimi 20 anni. La strada asfaltata termina poco dopo il punto di rinfresco, divenendo “strada bianca” (agevole per fuoristrada) fino poi alla località Oro del Nasso.

Da segnalare l’esistenza di un agriturismo attivo a cavallo degli anni ’90 e 2000, e l’apertura successiva di un punto di ristoro dove si svolge tradizionalmente la festa della frazione il giovedì antecedente San Lorenzo, in agosto. Eccolo immortalato nella mia foto successiva.

 

Il punto di ristoro del “Rondo” dove viene anche svolta la tradizionale festa ad agosto, sotto il tendone

Tale festa comprende una camminata lungo tutto il percorso della vecchia mulattiera (nota come “Corsa d’au round”) e della nuova strada tagliafuoco, che si svolge al mattino presto. In seguito si celebra la Santa Messa nella chiesa della frazione, dedicata a San Michele, e si svolge un pranzo al punto di ristoro con specialità locali (usualmente minestrone, polenta e spezzatino, toma). La premiazione dei corridori avviene nel primo pomeriggio. Anch’io ho partecipato a tale corsa, quando ero molto piccolo, ma il luogo del pranzo e della premiazione era diverso da quello attuale, e si trovava poco più sopra (dove attualmente ci sono alcune case in stato di abbandono). Per diverse edizioni il dopo-pranzo è stato allietato da fisarmoniche e canti locali.
In piena “tradizione valsesiana”, curiosamente la “Festa del Rondo” quasi ogni anno è rovinata dal maltempo e da improvvisi temporali pomeridiani.

La Chiesa di San Michele alla frazione Rondo

La strada tagliafuoco che conduce al Rondo, si unisce ad anello con la vecchia mulattiera settecentesca che partendo dalle ex-scuole della frazione Solivo, congiunge in primis la chiesa parrocchiale dedicata a San Lorenzo e poi le frazioni di Castagneto, Cappella Addolorata, Fontanelle, Ca’ Di Viano, Gula, Nasso ed Oro del Nasso. Il percorso intero richiede circa un’oretta, ma è davvero consigliato sia per il trekking montano che per un itinerario tra la natura in un contesto davvero molto suggestivo e silenzioso.

Andando per ordine, lasciata alle spalle la frazione Rondo e proseguendo sulla mulattiera in direzione Chiesa Parrocchiale / Solivo di Morca, la prima frazione che si incontra è denominata “Nasso”. Facilmente riconoscibile dalle indicazioni sul sentiero, essa è costituita da un gruppo di 3-4 case in una posizione totalmente soleggiata e prospiciente la rupe del Rondo. Ecco di seguito alcune foto:

Cartello del sentiero in località Nasso (653 s.l.m.)

 

 

Dopo la località “Nasso” la strada si divide in due: un sentiero prosegue lungo il tracciato della vecchia mulattiera, ed incontra un ponte con un particolare davvero curioso che sfugge ai piu’, essendo quasi “mimetizzato” dalla flora locale: una grossa pietra con croci ormai arrugginite conficcate (presumibilmente a ricordo di caduti della I° Guerra Mondiale), l’altro sentiero (piu’ grande e ultimo tratto carrozzabile, seppure non asfaltato) conduce alla località denominata “Oro del Nasso”. Quest’ultima appare densa di vegetazione, con alcune case diroccate completamente nascoste da rami di alberi in un contesto per certi versi tetro. Tra i ruderi si scorge anche una costruzione con alcuni affreschi, probabilmente una cappella o una chiesetta in stato di quasi totale distruzione. Sarebbe interessante avere ulteriori notizie sull’uso della località, e sul motivo della presenza di tale oratorio affrescato.

Indicazione in prossimità di “Oro del Nasso”

 

Ponte in località Oro del Nasso
Località “Le cascine”, poco distante da “Oro del Nasso” ove sono presenti alcuni ruderi di abitazioni rurali sparse.

 

Le croci risalenti presumibilmente alla Guerra 1915-1918 conficcate su una enorme pietra, in località Oro del Nasso

Sul piazzale dove arriva l’ultimo tratto della strada tagliafuoco si incontra una fontana. In tutto da Rondo alla Chiesa di San Lorenzo le fontane che si incontrano lungo la strada sono 4: una già citata di fronte alla chiesa di San Michele al Rondo, una alla località Oro del Nasso, una alla località Ca’ Di Viano e una in prossimità del sagrato della Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo.

Proseguendo lungo la mulattiera, la località successiva è denominata “Gula”, probabilmente dalla presenza di una gola profonda del torrente che scorre a poca distanza. Sembra incredibile che nel corso degli anni siano state costruite delle abitazioni e ci si stata vita in luoghi così impervi.

Cartello in località “Gula”

Oltrepassati i fabbricati di “Gula”, poco oltre sulla sinistra vi è uno dei sentieri che conduce alla località “Fontanelle” e, poco piu’ in alto, uno dei tanti acquedotti (riconoscibile dalle porte di colore arancione) che da Rondo portano l’acqua alle varie frazioni. Uno identico si trova poco piu’ sopra il cimitero parrocchiale (dietro la chiesa di San Lorenzo) e uno in località Isole, sul fondo del paese nascosto tra la vegetazione.

Il fabbricato di uno dei tanti acquedotti lungo la dorsale Rondo-Solivo

 

Via alle Fontanelle

Dal bivio Fontanelle-Mulattiera principale, segue verso Sud un breve percorso di un centinaio di metri particolarmente trascurato e buio, con la strada spesso occlusa da tronchi di alberi abbandonati e in totale degrado. L’arrivo all’abitato di Ca’ di Viano segna il ritorno alla luce e alla normalità.
La frazioncina è costituita da alcune case vicino ad un rio (omonimo) ed una fontana con legato ad una catena da decenni un bicchiere di acciaio con la curiosa scritta “Sono di tutti ma di nessuno”. Ricordo la presenza di tale bicchiere gia’ a fine anni ’80, ma è probabile fosse ulteriormente anteriore.

Il ponte di Ca’ Di Viano

Proseguendo lungo la strada soleggiata sottostante la località Fontanelle, ad una curva è possibile notare sulla sinistra un pozzo con una data affrescata sbiadita e quasi invisibile: “1907”.
Poco piu’ sotto, appena dopo il secondo bivio per Fontanelle, vi è l’oratorio dell’Addolorata, dove secondo il volume “I campanili della Valsesia” che ho consultato sono presenti alcuni affreschi degli Orgiazzi. Al momento della realizzazione delle foto, ad agosto 2020, è ancora presente la foto di Papa Giovanni Paolo II, non ancora sostituita con l’attuale Papa Francesco. La pietà raffigurata, noto che però contiene la firma di un tale “Nardini” e un anno preciso, 1962. La cappella appare molto essenziale ed austera, e nel vialetto di fronte sono presenti sei croci a ricordo di altrettanti caduti nella guerra 1915-1918.

Fino a qualche anno fa veniva svolta una processione annualmente dalla Chiesa di San Lorenzo alla Cappella della B.V. Addolorata, tra settembre ed ottobre.

La Cappella Dell’Addolorata
L’interno della Cappella della B.V. Addolorata

A poche decine di metri sulla mulattiera verso Solivo, proseguendo a valle, incontriamo la frazione “Castagneto” dove è possibile scorgere ancora la scritta “Osteria del Castagneto” sull’unica abitazione.

Località Castagneto

 

 

La chiesa di San Lorenzo è completamente isolata dal traffico, e domina dalla sua vetta soleggiata le due frazioni di Solivo e Isole. La costruzione è sempre stata sovradimensionata rispetto al numero degli abitanti, che non ha mai superato complessivamente le 300 unità. Fu terminata nel 1744 (all’esterno del finestrone principale è incisa però la data 1750).

La Chiesa parrocchiale dedicata a San Lorenzo

Appena terminata la chiesa fu eretta a poca distanza anche la casa parrocchiale. Interessante in quest’ultima la scritta latina “Parva sed apta domus, morituro satis” (ovvero “La casa è piccola, ma è bastante per me avviato alla mia fine”) sopra la porta di ingresso.

All’interno della Chiesa Parrocchiale c’e’ una tela che rappresenta San Lorenzo al centro dell’abside, dietro all’altare maggiore di marmo.
La chiesa è a croce latina con i bracci laterali molto ridotti, contenenti due altari (Madonna del Rosario e Cappella di San Marco). Vi sono alcuni dipinti dei Fratelli Orgiazzi (1780). Le decorazioni interne sono state eseguite nel 1875. Nella chiesa vi è un organo a mantice elettrico, sopra la porta di ingresso principale.

Attualmente la chiesa parrocchiale viene aperta solo in occasione di riti funebri e della festa parrocchiale (la domenica intorno al 10 agosto, festa di San Lorenzo).

Ricordo che fino agli anni ’80 in occasione di questa festa si svolgeva una processione con la statua di San Lorenzo portata da 4 persone, che partiva dall’ex-edificio scolastico raggiungendo attraverso l’impervia mulattiera la chiesa. Inoltre la settimana di festeggiamenti comprendeva numerose altre cerimonie religiose correlate (tra cui vespri pomeridiani e incanto delle offerte), un banco di beneficenza (costruito vicino alla Casa Sociale), il tradizionale falò (acceso nel letto del fiume Croso Moro, sempre nei pressi della Casa Sociale) e alcuni anni spettacoli pirotecnici e musica dal vivo.

L’affluenza agli eventi religiosi, anche durante gli anni ’80 e ’90, è sempre stata particolarmente rilevante durante i riti funebri e i matrimoni.

L’immagine, con i volti dei presenti intenzionalmente sfocati, rappresenta una processione di San Lorenzo dall’edificio scolastico in località “Solivo” alla chiesa patronale di Morca, a metà anni ’80. Si possono notare gli esterni dei due edifici in primo piano ancora non restaurati, e il ponte di attraversamento del fiume con i lastroni di cemento anzichè l’attuale legno. Inoltre non erano ancora presenti le reti protettive.

 

L’ultimo tratto di processione, poco prima dell’arrivo sul sagrato della Chiesa di San Lorenzo (immagini risalenti a metà anni ’80)

 

L’interno della Chiesa di San Lorenzo, durante una festa patronale degli anni ’80.

 

 

Negli ultimi anni la festa è stata via via ridimensionata, ma il falo’ e’ sempre stato presente. Al posto del banco di beneficienza vengono distribuite il sabato sera precedente, nei pressi della Casa Sociale, miacce (dolci tipici valsesiani), sangria e alcune torte casalinghe con offerta libera.

Ma torniamo alla Chiesa di San Lorenzo.

Sul retro, come in gran parte delle chiese Settecentesche valsesiane, vi è il cimitero del paese. Non ne ho la certezza, ma credo sia uno dei cimiteri piu’ isolati e per questo caratteristici di tutta la valle.

Sopra l’ingresso principale della Chiesa vi è una stanza unica, illuminata da alcune finestre, che presumibilmente doveva fungere da piccolo oratorio, accessibile da una scala laterale. Attualmente versa in stato di totale degrado, con gran parte del sottotetto prossimo al crollo. Alcune incisioni sul muro principale della chiesa, pur essendo vandalismi ricordano vari passaggi avvenuti nel corso degli anni.

L’impianto di automazione delle campane è stato reso possibile grazie ad una raccolta fondi tra i parrocchiani sul finire degli anni ’80. Da tale data il campanile suona ininterrottante le ore e le mezz’ore, e raccoglie i fedeli in occasione delle cerimonie religiose.

Ora mi soffermo sulle età evolutive del paese, avvalendomi a tratti sempre del prezioso aiuto del volume “I Campanili della Valsesia”.

Il cartello in prossimità di Isolello indica la presenza di una popolazione già nel 1200, nel paese di Solivo secondo il libro in mio possesso vi è una casa con incisa la data 1650 e su una trave la scritta “Iesus Maria – Casa fatta da Michele Morcha quondam Giovanne”. (Purtroppo non sono riuscito ad individuare tale abitazione). La chiesa parrocchiale è della metà del 1700, come gran parte delle chiese Valsesiane. Richiese circa una decina d’anni per la sua costruzione. Prima di arrivare all’indipendenza parrocchiale passò circa una novantina d’anni sotto Varallo, dal 1660 al 1751.
Poco dopo raggiunse anche l’autonomia civile, divenendo comune, con il primo sindaco Carlo Giuseppe Calderini, dal 1793. La sua autonomia terminò nel 1929, quando entrò nell’orbita di Varallo.

Sotto le attuali ultime case in basso, è possibile scorgere un pilone con l’immagine di S.Marco: esso vuole tramandare ai posteri come qui, nei tempi, esistesse la prima cappella omonima, che aveva vicino il piccolo cimitero necessario per il riposo dei morti della valletta.  L’antica chiesetta e il cimitero furono abbandonati perché il fiume arrivava spesso a minacciarli.
Il primo parroco della chiesa di San Lorenzo fu Don Antonio Bertoli, del luogo, fino al 1802.
Nel 1795 egli condusse gli abitanti del posto in processione al Sacro Monte per implorare la “difesa del male nei bestiami”. Seguirono come parroci Don Giovanni Ottina, Don Lorenzo De Tomasi, Don Francesco Zanola, Don Giuseppe Del Grosso, Don Battista Delcaldo, Don Agostino Bardone, Don Pacifico Cusaro, Don Luciano Bovio. Quest’ultimo subentrò come reggente e parroco nel 1957 e rimase indimenticabile per la bontà e lo zelo, e soprattutto la morte prematura alla sola età di 40 anni.

Ha proseguito nel servizio ministeriale di Morca-Vocca-Valmaggia Don Francesco Pagani di Suno, e successivamente per oltre 40 anni Don Luigi Pozzi.

 

Parlando di vette che circondano Morca, possiamo citare dal lato destro la Cima Varda, il Dirupato e la Tarreggia (1135 m.). Dopo la Sella del Vallée si può notare la forma tondeggiante del Mazzucco (1554 m.), il Massale (1745 m.) ,la Res (1631 m.) e il Paretone (1501 m.).

Morca negli anni è stata molto nota principalmente per due attività: la specializzazione in apicoltura (noto come “Miele del Monte Rosa”) e l’artigianato dei gerloni, necessari ai contadini della montagna.

Fino a 60 anni fa, chi andava a Varallo in giorno di mercato passando davanti al Palazzo D’Adda, vedeva esposte due pigne di gerloni messi in vista per la vendita, che rappresentavano Morca e l’abilità dei suoi abitanti.


PERCORSI:

Piazza Isole di Morca > Rondo: 2 Km (30 minuti circa)

Piazza Isole di Morca > Rondo > Chiesa S. Lorenzo > Frazione Solivo > Ponte > Trattoria dei Cacciatori > Piazza Isole di Morca: 5,8 Km (1 ora e 30 minuti circa)


CONCLUSIONI:

Ho realizzato questa pagina nell’estate del 2020.

Tutte le foto con indicato “Foto di Federico Stella” risalgono ad agosto 2020 e rappresentano la situazione visibile dalle strade pubbliche in tale data.

Come scritto all’inizio della narrazione, sono lieto di ampliare tale pagina con ulteriori foto (in particolare d’epoca), aneddoti, curiosità riguardanti questo paese Valsesiano. Scrivete pure o mandate materiali a federico@federicostella.it

 

ALTRI CONTENUTI INTERESSANTI SU MORCA, TROVATI NAVIGANDO SUL WEB O SU SEGNALAZIONE DI TERZI:

Filmato Festa di San Lorenzo a Morca 11.08.1985

Filmato dei “Carbunin” ospiti a Telemonterosa il 23.07.1990

Balangera e Morca visti dal drone 16.08.2019

Filmato sui danni dell’alluvione a Morca del 02.10.2020