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Come per molte altre persone che hanno “bazzicato” nel mondo della radio e hanno cominciato conseguentemente a comprare tantissimi dischi, diventare DJ nei locali è stato anche per me una conseguenza quasi naturale.

La mia prima apparizione in pubblico risale all’estate del 1995: in un paesino in provincia di Novara affianco tecnicamente un amico che già da qualche tempo aveva iniziato ad organizzare eventi.
Il passo successivo è stato fare l’ospite in una festa in una piccola discoteca vicino a Cervinia (Aosta) a dicembre dello stesso anno, sotto una copiosa nevicata.

Non ricordo molto di quella notte, se non il fatto che la gente sembrava apprezzare la mia selezione…ma con il senno di poi pensandoci dovevo essere veramente agli albori e improvvisato. Erano però altri tempi, anche il peggior locale era pieno di pubblico e bene o male ballavano tutti. Le difficoltà in tal senso sono aumentate negli anni. Mi piacque da subito la parte psicologica del DJ, ovvero la reazione del pubblico in pista ad ogni cambio di disco, e l’adrenalina che si prova ad avere in mano “i bottoni” e il buon esito della serata.

Dopo quella comparsata sono seguiti mesi in cui il mio obiettivo principale era conseguire la maturità scientifica, e quindi ho messo da parte ogni minimo entusiasmo pur frequentando discoteche e pur passando intere serate o pomeriggi a osservare i movimenti in consolle. Dal punto di vista tecnico importante è stata la frequentazione della discoteca Mirage di Arona (No), dal punto di vista artistico sicuramente un’importanza fondamentale ha avuto su di me l’assidua frequentazione della Discoteca Nautilus di Cardano al Campo (Va) (dove c’erano 5 sale con generi ben distinti, pubblici diversi, e playlist molto più eclettiche e anticonformiste rispetto alla realtà chiusa novarese) e successivamente il mondo underground milanese (dal 2003 in poi) con il Rainbow, il Rolling Stone e lo Shelter di Colturano.

Appena qualche giorno dopo l’orale della maturità (credo fosse precisamente il 23 luglio 1996), una sera un’amica in auto con me ha affrontato un banalissimo discorso destinato a segnare un giro di boa “Federico, ma tu con tutti i dischi che compri e i soldi che spendi, non hai mai pensato di fare qualche serata in qualche locale?”.

Questa frase risuona nella mia mente quasi come un impulso, e d’istinto, detto-fatto…la stessa sera affiancato da lei comincio a chiedere a due locali vicini al posto dove ci trovavamo in quel momento di poter suonare. Ho la fortuna di capitare a Casa Miguel (Ex Bulè di Bellinzago), un discobar molto in voga al momento (migliaia di presenze ogni weekend) e di incontrare un gestore che crede in me e mi offre la possibilità di iniziare alla grande: dall’oggi al domani mi trovo a dover sostenere ben 4 serate, dal giovedì alla domenica, e far ballare centinaia di persone.

Nonostante sia sempre stato contro le playlist generaliste, e abbia fatto delle vere e proprie crociate in tal senso negli anni, c’e’ da dire che riconosco l’importanza di questa prima fase: tale locale diventa una sorta di palestra destinata a durare 3 anni. Era il classico discobar degli anni ’90 dove si proponeva la cosiddetta “Happy Music” (termine ormai obsoleto e in disuso) ovvero una playlist a 360° che potesse accontentare un pubblico di tutte le età, con tutti i successi di tutti i generi, dagli anni ’60 ad oggi. Un contesto ben diverso dalle discoteche con sale tematiche ben definite, e in cui in sostanza si aveva a che fare con target molto vari.

Le richieste del pubblico e le indicazioni dei gestori ad ogni serata costituiscono una vera e propria formazione musicale che segna il passaggio da “cio’ che ritenevo potesse andare o funzionare in pista” (in base all’esperienza radiofonica dentro le mura) a “ciò che in realtà chiedeva la gente comune” (ovvero il mondo reale, a volte molto diverso e sorprendente dall’FM).

Da lì parte un’avventura ancora in corso, ed una collaborazione con oltre un centinaio di realtà (tra discoteche, discobar, livemusic, birrerie, ecc…) che mi porta a continuare a comprare musica e raggiungere l’attuale quota di quasi 40.000 titoli di brani catalogati presenti in archivio in originale (tra Vinili, Cd e Download Digitale).

In questi anni ho attraversato la transizione dall’analogico (Vinile, in tutti i locali scelta obbligata fino al 2001) al digitale (prima con i lettori cd dal 2001 al 2013 e poi con Traktor dal 2013 ad oggi) adattando quindi ogni volta la mia tecnica di mixaggio.

Sin dalle prime serate ho mostrato un particolare interesse e una propensione a proporre titoli e artisti del decennio degli anni ’80, di tutti i generi (dalla New Wave inglese, all’Italo-Disco, alla musica italiana). A livello “emozionale” per chi è nato nella seconda metà degli anni ’70 ed è della mia generazione, gli anni ’80 hanno rappresentato musicalmente qualcosa di più di un semplice periodo di edonismo e floridità economica.
Anno dopo anno, proponendo playlist spesso in contesti molto diversi (dal “centro sociale” al locale più “elegante e cool”) incontro pubblici molto agli antipodi tra loro. Tutto questo arricchisce notevolmente il mio know-how musicale: a differenza di molti altri non rimango “immobile” nelle mie idee e nelle mie playlist, ma ogni volta dimostro di essere un artista molto eclettico e cerco di interpretare al meglio la situazione senza troppi paletti. Gestisco la serata più propositiva nel locale di nicchia e la serata più mainstream nel locale con centinaia di persone dimostrando grande apertura mentale.

Le playlist attuali contengono ancora diversi generi (sia alternativi che mainstream, ben riassunti in modo chiaro analiticamente nella pagina “scegli la tua playlist”) ma ritengo di essere uno dei più indicati nella zona del Piemonte Orientale per quanto riguarda l’organizzazione e la gestione musicale di serate specifiche sul filone degli anni ’80 (in tutte le sue forme) e sul Rock 360°.

Le serate anni ’80 in particolare possono essere realizzate sia interamente su vinile (con piatti Technics 1200) che su CD o in digitale (Traktor S2).

Dal 2014 sono docente del “Corso per DJ” che viene organizzato due volte l’anno al Civico Istituto Musicale Brera di Novara.


Analiticamente, questa è la mia dotazione tecnica e artistica:

-Catalogo di quasi 40.000 brani su supporti originali (tra Vinili, CD e Download Digitale) con licenza SIAE DJ. Possibilità di estrapolare i dati costruendo playlist ad hoc in base a metadati specifici. La catalogazione dei brani sul database comprende i campi “Titolo”, “Artista”, “Album”, “Supporto”, “Versione”, “Anno incisione”, “Anno reale”, “Casa discografica”, “Codice catalogazione”, “Lingua”, “Genere musicale”, “Compositore SIAE1”, “Compositore SIAE2”, “Tema”, “Spunta della specifica situazione di playlist per ogni brano”, “Riferimento fattura per download digitale”.

-n°2 Piatti Technics 1200 + n°1 Piatto Tecnics 1210

-n°2 Mixer Behringer + 1 Mixer Pioneer

-n°2 Lettori CDJ350 Pioneer

-n°2 Controller Native Instrument Traktor S2

-n°1 Mac Book Pro 13″

-n°2 Macchine del Fumo Proel Mini Drago da 800 Watt

-n°1 Luce Strobo da 1500 Watt

-n°1 Laser multicolore

-n°5 Casse Attive DB Technologies 700 Watt con relativi supporti

-n°1 Cassa Monitor FBT Jolly

-n°1 Radiomicrofono Analogico

-Cavetteria assortita con riduzioni per ogni esigenza

Licenza MB Studio da usare come player