WALL OF VOODOO



Biografia relativa agli anni ’80:

I Wall Of Voodoo erano il gruppo di Stan Ridgway, artista che durante gli anni ’80 intraprese una carriera solista.
Erano composti anche da Marc Moreland (chitarra), Chas T.Gray (tastiere-basso), Bruce Moreland (basso), Joe Nanini (batteria) ed Andy Prieboy (voce).

Stan Ridgway inizia a lavorare sulla fine degli anni ’70 alla produzione di colonne sonore con altri artisti utilizzando la sigla Acme Soundtracks. L’ensemble esordisce nel 1980 con un omonimo mini Lp che mette in luce la grande originalità del suono, dove rock ed elettronica convivono in canzoni ipnotiche ed evocative.

Eloquente a tale proposito è la cover di “Ring of fire” di Johnny Cash. Nel 1981 esce l’intrigante “Dark continent”, che strizza l’occhio alla new wave, ribadendo le doti del quintetto.
Nel 1982 senza Bruce Morelant, i Wall Of Voodoo pubblicano il capolavoro del loro repertorio, ovvero “Call of the west”, dove il lirismo della formula è esaltato in ballate molto intense.

Ad affermare la band radiofonicamente è il singolo “Mexican Radio”, che ha ampi consensi soprattutto negli Stati Uniti.

Nel 1983 Stan Ridgeway abbandona il gruppo, seguito da Nanini e dal tastierista Noland che nel frattempo era entrato in organico per un breve periodo. Il primo passo da solista è “Don’t box me in”, composta con Stewart Copeland (ex-Police).

I superstiti chiamano Bruce Moreland e ingaggiano due batteristi. Il nuovo singolo è datato 1984 e si chiama “Big city”. Purtroppo non ha la fortuna di replicare l’effimero successo di “Mexican Radio”.

Nel 1985 esce “Seven days in Sammystown” che è un buon album ma non possiede la magia delle prime produzioni.
Il debutto solistico per Stan Ridgeway è del 1986, con il singolo “The big heat”, vertice assoluto della carriera del cantante.

Tra il 1987 e il 1988 con “Happy planet” i Wall of Voodoo nuova versione accusano un netto calo ispirativo, che non si ripercuote per fortuna sui concerti ma che porterà di lì a poco alla seprazione.
Quasi inattivo, invece, Stan Ridgeway che poi confezionerà solo nel 1989 “Mosquitos”, legatosi alla Geffen, e l’interlocutorio “Partyball”, vanamente proiettato verso un’audience più ampia.

Discografia essenziale degli anni ’80:

1980 – Wall of Voodoo
1981 – Dark continent
1982 – Call of the west
1985 – Seven days in Sammystown
1987 – Happy planet
1988 – The ugly americans in Australia